PADOVA - Il voto è previsto a giugno 2027. Manca più di un anno e mezzo e all’apparenza potrebbe sembrare un’eternità, ma chi frequenta i corridoi di Palazzo Bo sa bene che i primi passi cominciano adesso. Sottotraccia sono iniziate le manovre per scegliere il prossimo rettore dell’Università di Padova. Il ruolo è di assoluto prestigio, visto che parliamo del secondo ateneo più antico d’Italia. Qui nel 1592 prese una cattedra Galileo Galilei, qui nel 1921 Albert Einstein venne a spiegare la teoria della relatività, qui tre anni fa è arrivato Sergio Mattarella per festeggiare gli 800 anni di storia. Una vera città nella città, considerato che Padova conta 208mila residenti e il Bo ha sfondato il tetto dei 75mila iscritti. Nel 2021 Daniela Mapelli entrò nella storia come prima rettrice della storia del Bo. Sei anni dopo chi prenderà il suo posto? Le indiscrezioni rimbalzano nelle stanze della politica e delle associazioni di categoria perché la partita va ben oltre il mondo accademico. A Padova non c’è settore che non sia in qualche modo legato all’Università.
Mettiamo subito le carte sul tavolo. I nomi che circolano con insistenza sono quelli di tre uomini: l’ingegner Fabrizio Dughiero, l’ingegner Gaudenzio Meneghesso e l’economista Antonio Parbonetti. Per arrivare a queste tre opzioni, però, bisogna considerare il presente e il passato. L’attuale rettrice è una psicologa e prima di lei ci sono stati uno scienziato biomedico (Rosario Rizzuto), un giurista (Giuseppe Zaccaria) e un’umanista proveniente dal mondo della filosofia (Vincenzo Milanesi). Il prossimo rettore potrebbe quindi spettare all’area delle cosiddette “scienze dure”: ingegneria, matematica, chimica, fisica. È dai tempi di Giovanni Marchesini, quindi dai primi anni Duemila, che Padova non ha un rettore ingegnere. Ora quest’area ha iniziato a muoversi.






