«Il progetto della Regione che punta al benessere dei bambini e degli adolescenti rispetto all'utilizzo degli schermi digitali è la risposta a un fenomeno importante che riguarda i più piccoli, ma che investe tutta la società». Questo il commento dell'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi intervenuto, ieri a Trieste, alla presentazione del progetto "Benessere digitale" che vede la Regione in prima linea con il Burlo Garofolo del capoluogo giuliano e l'Associazione Mec (Media Educazione Comunità). «Una società interessata a un salto di qualità culturale verso migliori condizioni di salute ha aggiunto l'assessore - a cominciare dai più fragili, nel quale sono in gioco molti soggetti e in cui l'ospedale non è la soluzione a tutti i problemi». Per il progetto "Benessere digitale" sono stati stanziati in legge di Stabilità regionale 150mila euro (100mila euro per il 2025 e 50mila per il 2026).

«Il problema - ha osservato ancora Riccardi - non è solo infantile o adolescenziale, ma investe anche le altre fasce d'età tra cui gli anziani: le esposizioni errate allo schermo significano e si correlano a solitudini, esclusioni, dipendenze e marginalità». Secondo l'assessore «dobbiamo quindi tenere sempre presente che sono i più deboli e i più fragili coloro cui devono guardare le attivazioni di programmi e reti di salute come l'esperienza regionale avanzata sul Benessere digitale: un progetto che ora parte e che siamo certi darà risultati». Perché «fare salute non significa solo costruire ospedali, risorse e strumenti non sono infiniti dunque occorre drenarli in attività anche di questo tipo perché le migliori condizioni di salute non si determinano solo all'interno di ospedali e sale operatorie». Riccardi ha dunque aggiunto che «le tecnologie non si fermano e sono una ricchezza ma vanno usate in modo intelligente ed equilibrato facendone un uso consapevole dunque formare i sanitari, le comunità educative e soprattutto coinvolgere le famiglie». Quindi ha concluso ricordando che «è una sfida per tutta la società dare risposte ai bisogni della popolazione, questo progetto è un esempio importante, un lavoro da proseguire allargando la fascia dei destinatari». Infine ha apprezzato che su questi temi «in Consiglio regionale un pezzo di opposizione c'è».