Giorgia Meloni butta la palla in aula. Il riconoscimento dello Stato di Palestina potrà avvenire solo "a due condizioni: il rilascio degli ostaggi e ovviamente l'esclusione di Hamas da qualsiasi dinamica di governo all'interno della Palestina". La premier lo dice a margine del lavori dell'Assemblea Generale dell'Onu, annunciando che in tal senso "la maggioranza presenterà in aula una mozione per dire che il riconoscimento della Palestina deve essere subordinato" a queste premesse. La presidente del Consiglio decide insomma di "parlamentarizzare" la scelta, lanciando quella che ha tutta l'aria di una sfida all'opposizione. Non lo nasconde quando afferma di credere "che un'iniziativa del genere possa trovare, spero, anche il consenso dell'opposizione", perché se il riconoscimento della Palestina è uno strumento di pressione - spiega - la "principale pressione politica va fatta nei confronti di Hamas, perché è Hamas che ha iniziato questa guerra ed è Hamas che impedisce che la guerra finisca rifiutandosi di consegnare ostaggi". Il senso della mossa da parte del governo viene messo in chiaro anche dal sottosegretario Giovanbattista Fazzolari: "Le parole del presidente Meloni sul Medio Oriente chiariscono che per il Governo italiano non è il momento della propaganda ma quello della serietà" e quindi "ora l'auspicio è che non ci sia alcuna ambiguità su Hamas e che il Parlamento voti compatto la mozione della maggioranza".