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Il santuario shintoista di Ise, una città della parte centrale del Giappone, si distingue da tutti gli altri per una particolarità: ogni vent’anni gli edifici che lo compongono vengono demoliti e ricostruiti da zero. È un rito che va avanti da più di 1.300 anni, e che comporta ogni volta spese esorbitanti.
L’ultima ricostruzione del santuario era stata ultimata nel 2013. Quest’anno è cominciata la raccolta della legna che sarà impiegata nella prossima, che si concluderà ufficialmente nel 2033.
Il complesso di Ise si articola in due grandi santuari principali, che comprendono complessivamente 125 edifici: il Naikū (santuario interno), dedicato alla dea solare Amaterasu, e il Gekū (santuario esterno), consacrato a Toyouke, divinità del cibo e dell’abbondanza.
Ciascuno dei due santuari dispone di un’area sacra adiacente, chiamata kodenchi (“luogo del santuario precedente”), che rimane libera e viene utilizzata vent’anni dopo per la nuova costruzione. Quando il nuovo santuario è pronto, la divinità vi viene simbolicamente trasferita con una cerimonia solenne, e quello precedente viene smantellato. Nel punto centrale del sito demolito viene piantato un palo in legno (shin-no-mihashira).






