A fine luglio James Manyika, un dirigente di Google, ha ricordato due ingredienti tanto ovvi quanto carenti per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale (Ai) in Africa. L’Ai, ha detto Manyika, «può prosperare solo dove le persone hanno accesso a elettricità e banda larga».

Nemmeno due mesi dopo, l’appello si è fatto più chiaro. Il gigante dei motori di ricerca ha annunciato la scorsa settimana quattro «hub strategici» per la connettività via cavo sottomarino, distribuiti fra Africa settentrionale, orientale, meridionale e occidentale. L’investimento, si legge in una nota firmata da Manyika, dovrebbe creare «nuovi corridoi digitali all’interno dell’Africa e tra l’Africa e il resto del mondo», rafforzando «la connettività e la resilienza internazionali» delle economie del Continente.

Raggiunta dal Sole 24 Ore, Google non fornisce - per ora - dettagli sulla tempistica di sviluppo delle infrastrutture e i volumi finanziari in ballo. Ma il progetto rientra in una strategia già in atto e intrecciata a un altro pacchetto di investimenti rilevanti sugli orizzonti di Google: quelli sul «futuro dell’intelligenza artificiale» in Africa, un Continente sempre più puntellato da annunci e iniziative delle multinazionali tecnologiche Usa.