«Vieni qua, stronzo, fascista, che cazzo filmi, adesso le prendi!». Fuori dalla stazione centrale di Milano mi accerchiano in dieci, italiani e nordafricani. Per fortuna questi ragliano ma non mordono. Poco più in là altre zucche vuote ornate di kefiah lanciano pietre e bottiglie contro polizia e carabinieri. È la stessa falange pro-Pal che ha appena tenuto in ostaggio per due ore chi è arrivato in treno.
Io scendo da quello delle 13.50, provenienza Verona. Impossibile incamminarsi per il piazzale: i pasdaran hanno minacciato di invadere i binari e le forze dell’ordine sono state costrette a sigillare i cancelli, dai quali si potrà uscire, rischiando la pelle, solo dopo che un drappello di filopalestinesi ne avrà abbattuto uno. A quel punto i violenti fanno breccia, si scagliano sugli agenti e travolgono chiunque capiti a tiro. Una pietra mi sfiora la testa. Una signora tedesca conosciuta poco prima in treno – tornava dal concerto di Gianna Nannini all’Arena – viene centrata dall’asta di una bandiera: se la cava con poco, ma non saranno notti magiche.
4 DI SERA, VITTORIA BALDINO ATTACCA MELONI: "ASPETTO LA CONDANNA DI UN CRIMINALE DI GUERRA"
Sono almeno cinque i manifestanti fermati dalle forze dell'ordine per la guerriglia urbana verificatasi durante la m...









