Una tempesta perfetta tra feste ebraiche e proteste pro-Pal mentre circa 150 tra capi di stato e di governo, ministri degli esteri, piu' i relativi entourage, da oggi confluiscono su Midtown Manhattan per l'Assemblea Generale dell'Onu che celebra quest'anno gli 80 anni dalla fondazione.
Non ci sono al momento minacce credibili specifiche rivolte contro l'Assemblea Generale, ciò nonostante numerosi isolati di Midtown sono blindati da migliaia di agenti della polizia di New York e dal Secret Service, mentre dall'alto elicotteri e un esercito di droni vigilano sul "quadrilatero rosso" che dall'East River arriva fino a Madison Avenue e dalla 34esima al ponte della 59esima: l'operazione di "situational awareness" serve a capire in tempo reale cosa succede nella città soprattutto attorno al quartier generale delle Nazioni Unite.
"E' una delle più vaste complesse operazioni mai dispiegate nella storia", ha detto la capo della polizia Jessica Tisch facendo osservare che quest'anno il livello di allerta è particolarmente alto per la coincidenza dell'Assemblea Generale, che offre l'opportunità, fuori dai cancelli del Palazzo di Vetro, di organizzare proteste pro-Pal, con le feste ebraiche di Rosh Hashanah e le tensioni negli Usa seguite all'assassinio dell'attivista conservatore Charlie Kirk.












