Vladimir Putin non è tra i leader che da oggi si riuniscono alle Nazioni Unite, ma il presidente russo ha fatto arrivare a New York il suo messaggio forte e chiaro: Mosca non vuole un’escalation, e anzi è disposta a prolungare il nuovo trattato Start, ma se necessario è in grado di rispondere alle minacce. L’occasione è stata la riunione del Consiglio di sicurezza della Federazione, convocata probabilmente non a caso proprio nel giorno in cui inizia la settimana di alto livello dell’80esima assemblea generale dell’Onu. Nelle agende di molti incontri bilaterali non mancheranno gli sconfinamenti dei jet russi, che il Cremlino ha negato anche oggi. E a margine dell’evento diplomatico dell’anno, è previsto un incontro tra il presidente americano Donald Trump e l’ucraino Volodymyr Zelensky. Proprio Trump e Zelensky sembrano i principali destinatari dei messaggi lanciati oggi da Putin mentre dettava istruzioni ai membri del Consiglio di sicurezza. "Vorrei sottolineare, e nessuno dovrebbe dubitarne, che la Russia è in grado di rispondere a qualsiasi minaccia esistente ed emergente, non solo a parole ma utilizzando misure tecnico-militari", ha premesso nel discorso in diretta televisiva. Allo stesso tempo, la Russia "non è interessata a un’ulteriore escalation della tensione o a fomentare la corsa agli armamenti", ha assicurato.
Russia, Putin prima apre: “No all'escalation”. Poi avvisa: pronti a rispondere ad ogni minaccia
Vladimir Putin non è tra i leader che da oggi si riuniscono alle Nazioni Unite, ma il presidente russo ha fatto arrivare a New York il suo mess...








