Quando in Russia si applica il principio della responsabilità collettiva, significa che il momento è importante. Ieri mattina Vladimir Putin ha riunito al Cremlino quasi tutte le massime cariche dello Stato per coinvolgerle e metterle al corrente di eventuali decisioni che solo lui prenderà. C’erano i membri della spedizione in Alaska, resi noti dall’assistente del presidente per la politica internazionale, l’inamovibile Yuri Ushakov, che ne farà parte. Insieme a lui, per la prima volta dall’inizio della guerra coinvolto in un incontro che abbia l’Ucraina in agenda, il ministro degli Esteri Sergey Lavrov, affiancato dal ministro della Difesa Andrey Belousov. Completano la squadra il ministro delle Finanze Anton Siluanov e quello che a Mosca tutti chiamano «L’americano»: il capo del Fondo degli investimenti diretti Kirill Dmitriev, studi ad Harvard, figura chiave dei negoziati con l’amministrazione Usa, accompagnatore personale dell’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff.