«Hai avuto degli amici veri nell'organizzazione per cui ti è dispiaciuto di aver barattato la tua libertà per la loro?», chiede Fedez. «No, no... niente. Quando ho collaborato l'ho fatto per convenienza, nel 1994, ho detto tutto quello che avevo fatto», risponde l'ex capo della Mala del Brenta Felice Maniero. «Faccia d'Angelo» esordisce così davanti alla telecamera di «Pulp podcast» condotto dal cantante con Mr. Marra: ha il volto celato da una tipica maschera veneziana, una bauta, e non lascia spazio a ripensamenti per il ruolo di collaboratore di giustizia che ottenne a metà degli anni Novanta, in cambio in cambio dello smantellamento della Mala e della protezione (e il falso nome) che lo Stato gli aveva garantito. A 71 anni compiuti, l'ex boss non ha più la verve guascona delle ultima apparizioni in video: la voce è debole, incerta, le parole sono sfuggenti, le frasi frammentarie. Solo in qualche momento si intravede il guizzo criminale di un tempo: «Le evasioni le rifarei subito se capitasse. Il pathos che ti danno non ha eguali, soprattutto se si fugge da un carcere speciale».
Fedez a tu per tu con Felice Maniero. L'ex boss (mascherato) nel podcast: «Mai avuto amici nella Mala del Brenta. Le emozioni più forti? Evadere da un carcere, lo rifarei subito»
Faccia d'Angelo, voce debole e incerta, è stato intervistato da Fedez con il giornalista Maurizio Dianese. «Iniziammo rubando i camion di Parmigiano. Un pittore mi pagava la cocaina che gli davo con i suoi quadri»










