Fedez che definisce una «cosa buona» l’impossibilità per Beppe Sala a ricandidarsi a Milano un’altra volta. Fedez che bacchetta i politici del milieu progressista.
Parlando del suo podcast, infatti, ammette: «Ogni volta che invito persone con posizioni di destra, la controparte di sinistra, l’antagonista, si rifiuta sempre di sedersi al tavolo e di dibattere». Poi ne racconta una su Luigi Di Maio. In sintesi, quando l’ex pentastellato era ministro degli esteri (Conte 2) ed infuriava il Covid, la famiglia di Elon Musk voleva donare dei respiratori all’Italia, ma serviva una mappatura delle aziende ospedaliere per capire come organizzare il tutto. Ebbene, la cognata del magnate (che è italiana) preferì rivolgersi al cantante piuttosto che all’allora capo della Farnesina, perché non si fidava. Una critica anche al direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio, per via del libro postumo su Silvio Berlusconi («Davvero spiacevole»).
Questo è stato, a grandi linee, l’intervento di Fedez dal palco del congresso nazionale di Forza Italia Giovani. Un incontro attesissimo, il nocciolo del quale era la sensibilizzazione per la tutela della salute mentale. Dunque nessuna deragliata da parte sua, grande rispetto per Silvio Berlusconi che pure aveva attaccato in passato, ragazzi compostissimi ad assistere al confronto tra il cantante e Giuseppe Cruciani, con il deputato azzurro Stefano Benigni (ieri ha passato la mano nel ruolo di numero uno dei giovani) a fare da moderatore. In fondo, come dirà a fine congresso il portavoce di Forza Italia Raffaele Nevi, «il confronto è la nostra forza».













