Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Una sentenza rapida mette termine a un processo che sembrava non dovesse finire mai

Una sentenza rapida mette termine a un processo che sembrava non dovesse finire mai. Basta una breve camera di consiglio al tribunale di Tempio Pausania per condannare i quattro giovani della Genova bene accusati di stupro di gruppo ai danni di due studentesse milanesi. A otto anni di distanza dalla notte in cui i quattro, tra cui Ciro Grillo, figlio di Beppe, invitarono le due ragazze nella villa del comico-politico in Costa Smeralda, i giudici presieduti da Marco Contu stabiliscono che quanto accadde dopo - i rapporti sessuali a ripetizione con S., una delle due, e gli atti osceni contro l'altra ragazza - non furono una libera notte di sesso tra consenziente ma a tutti gli effetti una violenza carnale. Otto anni di carcere vengono inflitti a Grillo junior, Vittorio Capitta e Edoardo Lauria; 6 anni e mezzo a Francesco Corsiglia. Il racconto di S., che dice di essere stata ubriacata e ridotta in balia del quartetto, è stato creduto.