Città del Vaticano, 22 set. (askanews) – Se “la guerra è il fallimento della politica e dell’umanità”, i fatti dimostrano come nel mondo ormai “è avvenuto un cambio di paradigma, ormai generalizzato, con la riabilitazione della guerra come strumento politico o di affermazione dei propri interessi”. A trarre queste conclusioni è stato il presidente della Cei, card. Matteo Zuppi nel suo discorso di apertura de Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana che si sta tenendo a Gorizia.
Il porporato ha ricordato il caso dell’Ucraina, di cui inviato del Vaticano a nome del Papa, dove “dopo qualche recente speranza di negoziato – che speriamo sia con tenacia e creatività perseguita -, nuove truppe vengono schierate sul terreno e i bombardamenti continuano sistematicamente”.
“Il futuro – ha poi aggiunto Zuppi nella sua prolusione – sembra essere nel confronto militare. La guerra sfugge di mano anche a chi la provoca e crede di circoscriverla o indirizzarla, come avviene quando si accende un fuoco”.
Eppure, ha notato, proprio “la pace, dalla Seconda Guerra mondiale, era stata l’ideale e lo scopo della politica internazionale, come si evince a chiare lettere nella Carta delle Nazioni Unite che hanno come primo obbiettivo – ha citato – salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all’umanità”.






