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Michele Marangon

Parla il capo della procura di Cassino, che indaga sul suicidio del ragazzo insieme alla procura dei minori di Roma e agli ispettori del Miur

«I compagni di classe? C’erano ai funerali di Paolo, una buona parte. Lo hanno appurato i carabinieri: adesso servono verifiche più ampie». Lo dice il procuratore capo di Cassino Carlo Fucci, che sta lavorando insieme alla procura dei minori di Roma e agli ispettori del Miur per chiarire i motivi della morte di Paolo Mendico, il 14enne di Santi Cosma e Damiano (Latina) suicidatosi poche ore prima del rientro a scuola. Il fascicolo aperto è per istigazione o aiuto al suicidio. La giustizia promette un’attività meticolosa, ma il risultato non arriverà a breve.

Verifiche in tutti gli ambienti che frequentava «Sarà un’inchiesta lunga, ci vorranno alcuni mesi per avere un quadro completo ed evidenziare eventuali profili penali che potrebbero riguardare sia minori sia adulti. Gli approfondimenti non riguardano solo l’ambito scolastico – afferma Fucci – perché bisogna ricostruire quanto più possibile del contesto familiare, di tutte le conoscenze che Paolo aveva oltre alla scuola, i luoghi che frequentava legati, ad esempio, alla sua passione per la musica. Stiamo spingendo per avere un quadro completo nel più breve tempo possibile».