Molti giovani vivono un senso diffuso di smarrimento, alimentato da pressioni esterne, aspettative elevate, confronto costante con gli altri e mancanza di riferimenti solidi. Da qui l’urgenza di fornire strumenti nuovi, concreti e accessibili per affrontare, anche sul posto di lavoro, queste sfide in modo consapevole.

L’Italia non si è dimostrata lungimirante e generosa con i suoi giovani. Ne sono conferma i quasi 100mila laureati che nel corso degli ultimi anni hanno scelto di andare all’estero per trovare migliori condizioni di vita, di lavoro e prospettive più stimolanti. Per fronteggiare questo preoccupante fenomeno occorre investire su una formazione di qualità che consenta anche di supportare i giovani nel gestire le proprie insicurezze.

Stando ad alcune recenti rilevazioni, la maggioranza dei giovani teme il fallimento, ha paura di sbagliare le proprie scelte scolastiche e lavorative, vive un senso di ansia e incertezza per il proprio futuro lavorativo. In pochi possiedono gli strumenti emotivi e culturali per sa gestire le proprie emozioni.

Sono numeri che raccontano di una generazione segnata dall’incertezza sul proprio futuro e dalla mancanza di fiducia nelle proprie capacità, spesso priva di consapevolezza del proprio talento e della possibilità di valorizzarlo.