Dopo l’assassinio di Kirk, i toni si sono accesi tra maggioranza e opposizione. C’è chi ha ricorda gli anni di piombo e rievoca le Brigate rosse, chi ha citato la morte del commissario Calabresi. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi invita alla calma, perché il pericolo di un «salto di qualità» dalla protesta all’azione violenta esiste.

Ministro Piantedosi, in Italia c’è il rischio di un caso Kirk? O di ritorno della lotta armata?

«C’è un clima di tensione che non mi piace ma non ci sono elementi diretti che lascino presagire un ritorno di quei tempi terribili. La suggestione della lotta armata è stata, a quel tempo, sconfitta da un mix di reazione dello Stato e di indignazione degli italiani. Furono creati antidoti che sono ancora molto forti. Non per questo dobbiamo sottovalutare quegli ambienti e quei gruppi che in Italia, come in tutta Europa, fanno dell’antagonismo la cifra della loro esistenza e sono sempre in cerca di pretesti per rendersi protagonisti di violenze e disordini».

Cosa teme?

«Bisogna stare sempre attenti a non alimentare quel clima di tensione che, talvolta, si respira nel dibattito politico e nella società ed evitare il pericolo di effetti emulativi e “salti di qualità”».