A scanso di equivoci: buon compleanno a Salvatore Tridico. Ieri l’europarlamentare del M5S, candidato governatore calabrese per il “campo largo” progressista, ha compiuto cinquant’anni. E il traguardo del mezzo secolo merita di essere festeggiato.

Soprattutto se arriva, è il caso di Tridico, in un momento politicamente decisivo: a due settimane del voto regionale, dove l’ex presidente dell’Inps è costretto a inseguire il governatore uscente, Roberto Occhiuto. Pochi giorni fa un sondaggio di Swg ha certificato la situazione di svantaggio in cui si trova l’europarlamentare pentastellato, che oscilla tra 38 e il 42% dei consensi contro il 57 e il 61% del presidente in carica. Insomma, Tridico deve pedalare per tentare di riaprire una partita che pare chiusa.

Così sorprende che il frontrunner del centrosinistra, che dall’inizio della campagna elettorale non perde occasione per sbandierare il suo amore per la Calabria - anche ieri sui social ha rivendicato il essere «calabrese, nato in Calabria, cresciuto in Calabria» - sabato pomeriggio abbia pensato bene di lasciare baracca e burattini, ovvero la sua regione, per volare a Bruxelles per festeggiare il compleanno in famiglia.

Possibile obiezione: ma Tridico sarà libero di festeggiare il suo compleanno come vuole o no? Risposta: sì. Ma l’ex presidente dell’istituto nazionale di previdenza sociale non è un cittadino qualunque. È- e lo rivendica dal primo giorno della sua “discesa in campo” - un calabrese di Santa Coeli, in provincia di Cosenza. Soprattutto, è un esponente politico impegnato in una campagna elettorale nella quale deve cercare un recupero. Così non è parsa una buona mossa, a livello comunicativo e di immagine, eclissarsi nel penultimo fine settimana di una campagna elettorale finora costellata di gaffe memorabili.