Valutazione attraente, dividendo decisamente interessante e un’Opas non scontata messa a segno ben oltre il 63 per cento. Tutto sembra giocare a favore del gruppo Monte Paschi di Siena il cui titolo a Piazza Affari da inizio anno ha messo a segno una crescita robusta. Eppure restano, secondo qualcuno, delle perplessità. Ad esempio martedì, proprio nel giorno della riapertura dei termini dell’Opas, di fronte all’ipotesi di un nuovo rinvio dei crediti fiscali, questione che ha messo in difficoltà tutto il settore bancario, la peggiore è stata proprio Mps che ha lasciato sul terreno il 2,3 per cento.

L’incertezza sul titolo

Secondo qualcuno, un rinvio dei crediti fiscali implicherebbe un impatto negativo sulla liquidità e sui bilanci bancari. Il gruppo Mps, essendo una banca storicamente fragile, potrebbe essere vista come più vulnerabile a shock di questo tipo, a differenza di altri istituti che hanno una struttura più solida. Inoltre, secondo gli osservatori del settore, la partita Mediobanca non è un’operazione facile e, se non gestita bene, potrebbe rivelarsi un boomerang.

In realtà, secondo molti analisti, Il gruppo Mps è una storia su cui puntare in questo momento. Come spiega uno di loro, le valutazioni sono interessanti : tratta sotto 10 volte il P/e; pagherà un dividendo che manterrà probabilmente alto vicino al 10 per cento; inoltre, Monte dei Paschi rimane ancora la banca meno cara d’Italia, dal momento che tratta a meno di una volta il patrimonio netto tangibile, quando invece Banca Intesa, che è la best in class, tratta due volte il patrimonio netto tangibile, UniCredit è poco sotto e anche Banco Popolare risulta essere in linea. Anche guardando gli utili previsti per i prossimi due o tre esercizi , Mps rimane una banca tra le meno care perché si parla di multipli che risultano tutti intorno a 10 volte gli utili.