Dorina Vaccaroni ci parla davanti ai due amati cani, razza lagotto e labradoodle, e sotto il neon dei cinque cerchi olimpici, girati però al contrario. «È un regalo di mio padre, originale come me». Zero Branco, terra del radicchio trevigiano: la ragazza che dominava nel fioretto emanando femminilità, prima icona sexy del nostro sport, ha qui una delle sue basi italiane. L’altra è Asiago, «che adoro per le montagne da scalare in bici», ma da anni vive pure in California, prima Los Angeles, poi San Francisco, ora San Diego. Ha la cittadinanza americana, però non ha rinunciato alla nostra, «anche se l’Italia mi ha impedito di insegnare scherma, a differenza degli Stati Uniti». Scherma, più mental coaching, più lezioni di resilienza ai bambini, più ciclismo, ora declinato nella versione più dura: ecco la vita di «Dodì», quasi sempre estrema.
Dorina Vaccaroni: «L'Italia mi ha impedito di insegnare scherma. Vezzali la più forte? Forse si è abbassato il livello»
L'ex olimpionica: «Andrea Manzo? Piaceva troppo alle donne». «Quando ho conosciuto Valentina Vezzali era mediamente forte. Poi è diventata la più forte? Sì, ma forse si è abbassato il livello»






