BELLUNO - Capacità di vivere, muoversi, combattere e soccorrere in ambiente montano estivo, con armamento ed equipaggiamento individuale, operando a oltre duemila metri di quota. Si è concluso venerdì sera il test delle pattuglie delle truppe alpine. L'esercitazione, denominata "Extreme Patrol", per quattro giorni e tre notti ha visto impegnate 12 pattuglie dei reggimenti delle Truppe Alpine dell'Esercito nella zona del Trentino compresa tra Ega, Passo Costalunga e Moena. Tra i protagonisti anche la pattuglia del 7. Reggimento di Belluno guidata dal comandante Gambucci e dal vice Sofia Rossero.

"Extreme Patrol", integrata nelle attività addestrative della brigata Julia nell'ambito della Allied Reaction Force (Arf) della Nato, ha previsto anche la prova di soccorso di un ferito, con le manovre effettuate realisticamente in tempi brevissimi su un manichino speciale, prima del trasporto verso una zona sicura e dell'evacuazione con elicottero AB205. Così precisa il comandante Gambucci, effettivo al 7.

Reggimento Alpini che aveva pianificato e riprodurre, anche su plastico, l'attività da svolgere con sassolini, erba e spaghi: «Si è trattato di un'esercitazione estremamente dura perché ha messo in gioco tutti gli aspetti dell'addestramento, nell'affrontare la montagna». Quindi il riferimento specifico agli alpini: «Noi utilizziamo sempre uno zaino molto grande e voluminoso. Serve per sopravvivere soli, nei climi rigidi e in quota, senza alcun supporto logistico».