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Domenica di orgoglio leghista nel famoso "pratone": il governatore veneto non svela ancora del tutto il proprio futuro. Il vicepremier detta la linea per l'autunno
Il tradizionale raduno annuale della Lega di Pontida si è svolta nel nome e in segno di Charlie Kirk. Il ricordo del giovane attivista repubblicano americano, ucciso in un Campus dello Utah lo scorso 10 settembre, ha accompagnato tutti gli interventi dei militanti leghisti e degli ospiti che hanno calcato il palco adiacente al pratone nel Bergamasco: dai capigruppo nel Parlamento italiano ed europeo ai ministri e ai governatori leghisti, passando per i vicesegretari nazionali del partito e dai giornalisti Hoara Borselli e Daniele Capezzone e fino ad arrivare, naturalmente, a Matteo Salvini. "Liberi e forti, senza paura" è lo slogan di questa edizione, che apre un'importante stagione autunnale, tra elezioni regionali e una manovra economica da imbastire.
Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha cercato di delineare il suo futuro dopo la conclusione, a fine autunno, della lunga esperienza alla guida del suo territorio durata più di quindici anni. "Non penso che sia lesa maestà chiedere un candidato leghista come mio successore. Dopodiché è legittimo che tutti i partiti presentino le loro proposte, credo che la nostra proposta sia assolutamente sostenibile - afferma Zaia -. Sono convinto che la presidente Meloni come Fratelli d'Italia valuterà fino in fondo questa proposta e troveremo una soluzione. Siamo pronti a correre, siamo pronti tutti per un futuro che dovrà essere assolutamente produttivo e performante per il Veneto". Ancora nessuna ufficialità su una sua lista personale: "Dicono che valga il 44-45%, non è un soggetto politico e l'ho sempre fatto per chi non si identifica negli attuali partiti ed è sempre stato da parte mia un segnale di sensibilità e rispetto vero i cittadini. Il centrodestra deciderà se la vuole o non la vuole".






