Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

21 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 6:42

Una conferma, comunque vada. Il tennis femminile italiano è ancora un punto di riferimento a livello mondiale. E non tante nelle sue esponenti singoli, quanto nel movimento nel suo insieme. Si spiega così la terza finale consecutiva raggiunta dalle azzurre di Tathiana Garbin nella Billie Jean King Cup 2025. Un appuntamento che mette in palio tante cose: la possibilità di difendere il titolo conquistato un anno fa contro la Slovacchia, il sesto trionfo in assoluto per staccare Spagna e Russia nello speciale albo d’oro della manifestazione, la doppietta iridata come era già accaduto tra il 2009 e il 2010. Una serie di traguardi che Paolini e compagne dovranno conquistare contro gli Stati Uniti della numero 7 del mondo Jessica Pegula: le americane hanno battuto la Gran Bretagna nell’altra semifinale e vanno alla caccia del diciannovesimo titolo.

Un ultimo atto che per le azzurre si preannuncia duro, durissimo. Anche senza la presenza di Coco Gauff, Madison Keys o Amanda Anisimova tra le statunitensi. Ma d’altronde questa nuova finale dell’Italia è stata dettata da un percorso pieno di insidie, sofferenze e rimonte. In cui c’è stato talento, ma soprattutto tanto carattere. Perché ci vuole una grande consapevolezza di sé per superare la semifinale con questa Ucraina, che presentava, sulla carta, la miglior coppia di singolariste di tutta la Billie Jean King Cup: Marta Kostyuk ed Elina Svitolina. Una vittoria firmata Jasmine Paolini, ancora una volta nel ruolo di trascinatrice.