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Foti: pensare che pronosticavano sventure. La premier: riconosciuto il nostro impegno
Giorgia Meloni non è mai stata una fan delle agenzie di rating, al punto che nel 2012 l'allora deputata del Popolo delle libertà firmò persino un'interrogazione parlamentare per chiedere al governo Monti cosa intendesse fare per "contrastare l'azione di delegittimazione del nostro Paese" da parte di società di rating che operano "asserragliate nei loro grattacieli" e "senza alcuna responsabilità". Passati tredici anni, molte perplessità restano. Ma non al punto di non rivendicare quella che è la seconda promozione incassata dall'Italia negli ultimi sei mesi: ad aprile Standard & Poor's ha alzato il nostro rating da BBB a BBB+ con un outlook stabile e nella tarda serata di venerdì anche Fitch ha fatto lo stesso. Non un dettaglio, perché una maggiore reputazione finanziaria del nostro Paese ha come conseguenza che gli investitori percepiscono come più basso il rischio di insolvenza dell'Italia. E questo a Meloni non può che far piacere.






