In fondo gli hacker, siano essi privati o sponsorizzati dagli Stati nemici, non devono fare molto per mettere in difficoltà l’aviazione. Con la sua tecnologia obsoleta in diversi snodi cruciali, i software datati (anche di quarant’anni) e una «balcanizzazione» dell’infrastruttura che vede decine di società sparse nel mondo fornire un pezzetto di attività, basta colpire un computer, magari situato in India, per causare disagi a migliaia di viaggiatori.