Brigitte Macron è una donna. Pochi dovrebbero dubitare di questo fatto piuttosto incontrovertibile (e privato), ma ora sarà costretta a provarlo in tribunale. In coda a una lunga campagna di disinformazione e persino di un processo di diffamazione lanciato contro l'attivista americana Candace Owens, infatti, la Première Dame, tramite i suoi avvocati, ha fatto sapere che fornirà a un tribunale del Delaware - lo stato americano in cui si sta svolgendo la causa - documenti medici e testimonianze intime per provare che il suo genere è proprio quello femminile. Tutto nasce appunto da teorie circolanti da anni online che sostengono che la moglie del presidente francese Emmanuel Macron sia in realtà una donna transgender, quindi assegnata alla nascita al genere maschile ma poi sottopostasi a un percorso di riassegnazione di genere.La relazione tra Macron e la moglie è da sempre al centro di pettegolezzi insistenti, soprattutto per via della loro notevole differenza d'età. Brigitte Macron è nata infatti, col cognome Trogneux, ad Amiens il 13 aprile 1953 da una famiglia che possiede una fiorente società di cioccolateria. Insegnante di liceo, nel 1992 incontra in un corso di teatro scolastico il giovane Macron, allora 15 anni, e dopo qualche anno iniziano una relazione che verrà ufficializzata il 20 ottobre 2007, quando i due si sposano (lei a 54 anni, lui a 30). In precedenza, Brigitte era stata sposata con un altro uomo (André-Louis Auzière, morto nel 2019 a 68 anni) e con lui aveva avuto tre figli. Dopo l'elezione di Macron a presidente della Repubblica francese nel 2017, lei diventa ufficialmente Première dame ma è lì che cominciano le campagne denigratorie nei suoi confronti.I precedenti e la diffusione delle fake newsNel marzo 2021, in particolare, una creator vicina all'estrema destra francese, Natacha Rey, inizia a diffondere teorie del complotto secondo le quali Brigitte Macron sarebbe in realtà nata uomo, con il nome di Jean-Michel Trogneux (nome, in realtà, di suo fratello maggiore). Lei e un'altra agitatrice del web, Amandine Roy, inaugurano un filone di insinuazioni che diventa presto virale e dunque Brigitte Macro e il fratello Trogneux le citano per diffamazione: nel 2024 il tribunale di Parigi ha condannato le due in primo grado con sospensione della pena e risarcimento danni, anche se poi la Corte d'appello nel luglio 2025 farà cadere alcuni capi d'imputazione facendo rientrare alcune loro affermazioni sotto la libertà di parola.Quel processo, in ogni caso, non ha impedito che le fake news continuassero a diffondersi e diventassero persino un argomento prediletto per certi ambienti dell'alt-right americana, in particolare nei momenti in cui la distanza tra Trump e il presidente Macron, per esempio sul metodo da seguire per salvaguardare l'Ucraina dalla Russia, si faceva più aperta. A guidare la campagna negli Stati Uniti è appunto Candace Owens, commentatrice politica nota soprattutto online per le sue posizioni conservatrici e per le frequenti affermazioni provocatorie. Alla faccenda Owens ha dedicato diversi video e podcast, intitolati Becoming Brigitte, in cui si ricostruisce la vita della Première Dame e la storia della sua presunta transizione, con accuse tendenziose di rapporti promiscui con lo stesso Emmanuel Macron.La causa contro Candace OwensIn reazione a questi contenuti, i coniugi Macron hanno dunque lanciato nel luglio 2025 una causa di diffamazione contro Owens e proprio nell'ambito di questo processo ora Brigitte ha deciso di fornire documentazioni private particolarmente sensibili. Oltre ai dossier medici, il suo avvocato Tom Clare ha dichiarato che saranno forniti anche foto di quando Brigitte era incinta e altre testimonianze di questo tipo (compresa la foto del fratello Jean-Michel Trogneux, presente alla cerimonia di inaugurazione dello stesso Macron). Sempre secondo il suo legale, Brigitte Macron sarebbe “incredibilmente turbata” da questo procedimento legale: “È un processo che la costringerà a esporsi in modo molto pubblico. Ma è fermamente risoluta a chiarire la situazione”.Molti sono convinti che queste campagne di disinformazione vogliano cavalcare argomenti considerati spinosi e pruriginosi per delegittimare, in fondo, i leader di area moderata o progressista, vale a dire soprattutto gli avversari di Donald Trump. Al di là dello scontro politico in sé, però, vale la pena notare che ancora una volta viene usata come arma di accusa, insinuazione e derisione l'identità sessuale di una persona: nonostante Brigitte Macron non sia una persona transgender, far credere che lo sia equivale a sminuire la sua persona e a ulteriormente minare la credibilità del marito Macron, come se fossero portatori di chissà quali segreti o di una mancata trasparenza nei confronti dei loro cittadini. Perché ancora oggi, nel 2025, essere una persona transgender o associarsi a essa è considerato da molti come una macchia infamante, un motivo di scherno o ancora una dimostrazione di bassezza morale o politica.Brigitte Macron è una donna, ribadirlo anche in tribunale sarà una vittoria sua contro la disinformazione ma anche una sconfitta della società tutta ancora ferma a curiosità e preconcetti retrogradi.
Cos'è questa storia che Brigitte Macron deve dimostrare in tribunale di essere una donna (e da dove vengono le ‘accuse’)
Continua la causa di diffamazione contro Candace Owens, che sostiene che la première dame sia in realtà una persona transgender











