La Commissione Europea ha chiesto al governo Meloni chiarimenti sull’impatto ambientale della costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. Nella lettera visionata da Bloomberg, la Commissione scrive di aver «individuato aree in cui sono necessari chiarimenti, nonché ulteriori misure che dovrebbero aiutare le autorità italiane» a risolvere eventuali «carenze» prima di concedere l'autorizzazione allo sviluppo o di avviare i lavori. La Commissione chiede chiarimenti sull'habitat degli animali, misure di compensazione e questioni relative ad acqua, inquinamento atmosferico e rumore e afferma di aver ricevuto reclami formali e richieste di informazioni da più parti e che le informazioni aggiuntive le consentiranno di rispondere «nel modo più appropriato».
«Il Ponte sullo Stretto si sta infrangendo contro le norme europee. – accusa Angelo Bonelli, deputato di Avs e coportavoce di Europa Verde. - E nonostante Salvini ne fosse pienamente consapevole, ha impegnato 13,5 miliardi di euro di soldi pubblici, azzerando i fondi per il trasporto pubblico sostenibile, tagliando 1,6 miliardi dal fondo per la manutenzione di strade e ponti e dirottando oltre 6 miliardi di fondi di sviluppo e coesione destinati a ferrovie, scuole e sanità. Il Ponte non si farà. È un'opera illegale, insostenibile e dannosa per l'Italia. Destiniamo 13,5 mld per sanità, trasporto pubblico e la casa». Arrivano anche da Avs le segnalazioni di irregolarità denunciate dall’Ue, ricorda Bonelli e spiega che «il Ministero dell'Ambiente aveva espresso parere negativo alla Vinca per la presenza dei vincoli ambientali europei. Su questo punto, il governo ha scelto di ignorare le norme e ha proceduto con arroganza all'approvazione della delibera Cipess. Analoga situazione si è verificata appena cinque giorni fa, quando il vicepresidente della Commissione europea Stéphane Séjourné mi ha comunicato che Bruxelles ha chiesto chiarimenti anche sulla normativa relativa ad appalti e contratti».









