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C'era davvero una mano insanguinata nella villetta di Garlasco? Le ragioni per cui non sembra appartenere né a Chiara Poggi né al suo killer

Prosegue, in attesa di sapere cosa dica la nuova bloodstain pattern analysis, la diatriba sulla presunta mano insanguinata nella villetta di Garlasco. Sostanzialmente, sebbene non ci sia nulla di ufficiale, gli esami eseguiti dai Ris di Cagliari avrebbero individuato diverse tracce di sangue degne di nota sulla scena del crimine in cui fu uccisa Chiara Poggi il 13 agosto 2007. Una di queste presenta la forma di una mano, ma non è detto che si tratti proprio di una mano.

La traccia in questione si sarebbe trovata in uno spazio inferiore al mezzo metro tra l'ultimo gradino dell'ingresso e il corpo di Chiara Poggi al momento della prima aggressione. La trasmissione Quarto Grado ha eseguito delle simulazioni 3D, per capire quale potrebbe essere stata la possibile posizione dell'assassino, qualora si tratti di una sua impronta: è impossibile sia quella della vittima, poiché è stato stabilito che la presunta mano insanguinata sarebbe una mano sinistra e Chiara Poggi aveva la sinistra pulita. Stando alla simulazione prodotta dalla trasmissione, il killer avrebbe potuto calpestare ulteriore tracce di sangue, pure camminare all'indietro successivamente.