Ad una manciata di chilometri dal confine russo, nelle stesse ore in cui Mig di Mosca venerdì 19 settembre violavano lo spazio aereo estone, a Narva - estremo confine nord-orientale dell’Unione europea, è stata inaugurata la più grande fabbrica di magneti in terre rare d’Europa, la più grande fuori dalla Cina. Realizzata in poco più di due anni dal gruppo canadese Neo Performance Materials e cofinanziata dai fondi strutturali europei, produrrà magneti permanenti in terre rare, componenti essenziali per le auto elettriche, le turbine eoliche e la microelettronica. L’obiettivo iniziale è di circa un milione di componenti per veicoli elettrici all’anno. Il colosso della componentistica automotive Bosch, scrive Bloomberg, ne ha già opzionato «una quota significativa».
Il nuovo impianto dovrebbe consentire di ridurre la dipendenza dell’industria europea dalle importazioni cinesi, soprattutto dopo le recenti restrizioni all’export da parte di Pechino.
Per realizzare i magneti, lo stabilimento di Narva utilizzerà le terre rare lavorate a Sillamäe, qualche decina di chilometri a Ovest, eredità dell’era sovietica. Città-chiusa, non indicata sulle mappe, era un centro di produzione di uranio per usi militari. Attualmente questo è l’unico impianto di separazione delle terre rare su scala industriale in funzione in Europa.








