C'era una volta la sinistra. Che aveva come caposaldo la difesa del lavoro e dei dipendenti, degli operai e degli impiegati. Erano anni nei quali la pur indubbia intercorrelazione tra Pci e Cgil non faceva perdere di vista il (netto) confine tra l'azione politica e quella sindacale. Oggi l'universo progressista ha smarrito il suo elettorato di riferimento (fabbriche e residenti delle case popolari votano a destra) e una leadership forte. E così Maurizio Landini, a cui certo non difetta l'ambizione, ha deciso di lanciarsi nella mischia. E schierarsi apertamente con gli amici di Hamas. Il grottesco sciopero di ieri non è stato organizzato per un atto di solidarietà nei confronti dei lavoratori di Montemurlo, picchiati selvaggiamente dai proprietari della fabbrica di moda nella quale sono assunti. O per chiedere rassicurazioni sul futuro di Stellantis. «Salandino» ha deciso di salire sul carro dei ProPal, convinto che questo sia l'ascensore giusto per raggiungere il suo scopo: arrivare in Parlamento e diventare, a tutti gli effetti, il leader maximo della rive gauche della politica italiana. Ieri è stata una giornata di mobilitazione con scioperi e manifestazioni: nei pressi della Camera dei Deputati, tra Piazza di Montecitorio e Piazza Capranica, c'è stato un presidio. I manifestanti hanno sventolato le bandiere della pace e della Palestina.
Landini cavalca la battaglia ProPal e blocca l'Italia per lo stop al genocidio. Porta più voti del lavoro
C'era una volta la sinistra. Che aveva come caposaldo la difesa del lavoro e dei dipendenti, degli operai e degli impiegati. Erano anni nei quali ...






