SAN PIETRO IN GU (PADOVA) - Oltre alla perdita del loro bambino, papà Emanuele Menin e mamma Lisa Toniato hanno dovuto subire una condanna a quattro mesi con la sospensione della pena.
È quanto deciso, ieri all’ora di pranzo, dal giudice del Tribunale monocratico di Padova Vincenzo Santoro in merito alla morte del loro figlio Christian, annegato il 9 agosto del 2021 nella piscina comunale di San Pietro in Gu (comune dell’Alta padovana di 4 mila abitanti) all’età di appena 6 anni e mezzo.
Quattro mesi sono stati inflitti anche alla bagnina Maya Serraglio, per la quale il pubblico ministero Roberto D’Angelo aveva chiesto un anno. Assoluzione perché il fatto non sussiste invece per Michela Campana amministratore unico e legale rappresentate della società Conca Verde Piscine gestore dell’impianto (La Procura per lei aveva chiesto un anno e 6 mesi di reclusione), e per Diego Polato responsabile dello staff dei bagnini (per lui era già stata chiesta l’assoluzione).
I risarcimenti dei danni invece si decideranno in sede civile, dove parte lesa sono gli stessi genitori del piccolo e dove è chiamata in causa la società Conca Verde Piscine. Tutti dovevano rispondere delle accuse, a vario titolo, di omicidio colposo per non aver adeguatamente vigilato quel giorno affinché la tragedia non si verificasse.






