Un frammento di italianità in Cina è affidata, nella corposa vendita che Ferrario (www.ferrarioaste.com) batterà venerdì 26 settembre, ad una variante del francobollo d’Italia da 5 centesimi verde col profilo di Vittorio Emanuele III soprastampato «Pechino» e valore 8c anziché 2c. Destinato al personale della Legazione nella capitale cinese aperta dopo la repressione della rivolta dei Boxer, farà alzare le palette da 50 mila euro. Made in Cina è invece il 5 dollari su 3c del 1897, prezzato 20 mila euro. Protagonista della vendita LaserIvest (www.laserivest.com) del 28 la collezione di posta area di Fiorenzo Longhi. Con documenti aeropostali, originati tra l’altro dai collegamenti postali di fortuna posti in essere subito dopo la firma, il 3 novembre 1918, dell’armistizio che pose fine alla Grande guerra.