Sono due gli F-35 italiani che si sono alzati in volo dalla base di Amari, dopo la segnalazione dei sistemi radar della Nato che hanno rilevato la presenza degli aerei russi nello spazio aereo estone, per uno “scramble”, l’ordine di decollo su allarme. Con il sorvolo degli F-35 italiani, decollati in modalità “Qra” (quick reaction alert), i velivoli russi si sono poi allontanati. Il distaccamento italiano, composto dai F-35 dell’Aeronautica Italiana, è schierato in Estonia per garantire la sorveglianza dello spazio aereo baltico nell’ambito delle attività della missione Nato di Enhanced Air policing sul fianco Est. I caccia italiani sono F-35 Lightning II. La “Task Force Air 32nd Wing” distaccata presso la base di Amari in Estonia è in servizio di Quick Reaction Alert 24/7 (decollo su allarme 24 ore su 24 e 7 giorni su 7). Tra Air Policing e Air Shielding, nel 2025 l’Italia partecipa con 15 mezzi aerei e 375 unità di personale militare.

F-35 caccia di quinta generazione (in attesa del Gcap)

L’F-35 è un caccia quinta generazione. L’Aeronautica Militare possiede le versioni A, a decollo e atterraggio convenzionale (Conventional Take-Off and Landing, CTOL) e B, a decollo corto e atterraggio verticale (Short Take-Off and Vertical Landing, STOVL) per l’impiego sia su piste austere sia su navi da assalto anfibio, portaelicotteri e portaerei (LHA/ LHD/CV). L’Italia è partner industriale di livello II e dispone a Cameri dell’unica linea di montaggio finale e accettazione (FACO) in Europa. Di recente il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato che in Sardegna, all’International Flight Training School nella base aerea di Decimomannu, a pochi chilometri da Cagliari, arriveranno presto ad addestrarsi anche i Top gun americani, mentre l’altra grande isola italiana, la Sicilia, sarà il primo luogo al di fuori degli Stati Uniti dove verranno formati i piloti degli F-35.