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19 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 17:38

“Bornholm è rimasta un’isola di pace persino durante la Guerra Fredda. Oggi, invece, viene usata per minacciare la sicurezza della Russia, inclusa la regione di Kaliningrad“. Le parole dell’ambasciatore russo in Danimarca, Vladimir Barbin, rimbombano dalle pagine di Izvestia. Un j’accuse che arriva nella crescente tensione tra Mosca e l’Occidente, pronunciato dopo la decisione di Copenaghen di riarmare la piccola isola che si trova nel cuore del mar Baltico proprio di fronte all’exclave russa incastonata tra la Lituania e la Polonia.

Il freddo vento diplomatico proveniente dalla Russia non ha preso a tirare all’improvviso. Da mesi, il governo discuteva come rafforzare la difesa nazionale alla luce della guerra in Ucraina e delle crescenti tensioni nel Baltico. A giugno è arrivata la risposta: la riattivazione del Bornholms Regiment nella caserma di Rønne. Secondo il portale Nordic Reporter, il nuovo reggimento sarà composto da un numero che varia tra i 500 e i 900 militari, trasformando l’attuale unità di ricognizione in un battaglione di fanteria meccanizzata. A sostegno delle truppe sono stati destinati 15 veicoli blindati Patria 6×6 APC (nella foto tratta dal sito del ministero della Difesa danese): i primi due sono arrivati sull’isola il 1° settembre dalla Finlandia. In totale, la Danimarca ha ordinato 129 di questi blindati, che entreranno in servizio a partire dal 2026, riferisce Janes, sito specializzato nei settori di difesa, sicurezza e intelligence. Bornholm ospiterà anche armi di precisione a lungo raggio e un complesso mobile antinave, rafforzando il ruolo dell’isola nella deterrenza garantito dal trattato Nato. In parallelo, Copenaghen ha annunciato anche un’espansione generale delle forze armate: entro il 2033 saranno aggiunti 5mila effettivi, portando l’organico totale a circa 28mila unità tra militari e personale civile.