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Al bar Birroschio di Melle, un paesino della val Varaita in provincia di Cuneo, c’è un viavai continuo di persone a qualsiasi ora della giornata. Vanno a fare colazione e leggere i quotidiani, a fare un aperitivo pomeridiano con una birra artigianale, a prendere un gelato prodotto con latte di montagna o anche per mangiare patate con un tomino locale. Sembra di stare in un locale alternativo di una grande città e invece è un paese di poche centinaia di abitanti ai piedi del Monviso.

Fino a pochi anni fa Melle sembrava avviato verso un inesorabile azzeramento della popolazione. Invece, «nel giro di pochi anni qui si sono trasferite 60 persone, tutte al di sotto dei 40 anni di età, che hanno aperto diverse attività e hanno creato una comunità molto vivace che ha fatto rinascere il paese», spiega Enrico Ponza, che 12 anni fa fu uno dei primi a tornare, dopo aver studiato a Torino e lavorato come birraio in Belgio. «Qui non c’era nulla, solo case abbandonate e serrande dei negozi abbassate, sembrava che gli abitanti fossero scappati tutti insieme, da un giorno all’altro», dice.

Il paesino di Melle visto dall’alto (Angelo Mastrandrea/il Post)

Insieme a un amico, Fabio Ferrua, aprì un chiosco in piazza che nel tempo è diventato il Birroschio. Nel 2014 i due ristrutturarono una vecchia casa diroccata, che divenne un birrificio e un ristorante. Lo chiamarono Officina Antagonisti «perché andavamo in una direzione opposta, antagonista appunto, rispetto a tutti gli altri che invece scappavano verso le città e la pianura». Negli anni successivi il progetto si espanse e si aggiunsero nuove persone. Ora ci lavorano in totale in 14, che diventano 20 in piena estate. Alcuni sono giovani di Melle o dei paesi vicini rientrati da esperienze di studio o di lavoro in Italia o all’estero, altri provengono anche da altre regioni.