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Ultimo aggiornamento: 10:47

“Bisogna introdurre anche in Italia un reddito di base incondizionato. Una misura che non ha nulla a che vedere con l’assistenzialismo. È una misura distributiva. Serve prendere la ricchezza dove ce n’è troppa e riportarla alla base”. A rivendicarlo Mariella Vitale, vicepresidente dell’associazione RED – Reddito, Europa, Diritti, presentando alla Camera dei deputati una road map per la proposta, con importi, fasi di attuazione, coperture potenziali e modalità di gestione.

Presente all’iniziativa di RED anche Dario Carotenuto, capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Commissione Lavoro della Camera. E contatti ci sono stati anche “con diversi parlamentari del Partito democratico“, spiegano da RED. Anche perché, si sottolinea, l’obiettivo è quello di mettere le basi per una futura legge. Cercando così il sostegno delle forze progressiste, di fronte all’ostilità delle destre e, almeno per ora, all’assenza dei numeri necessari nell’attuale Parlamento.

“Questa proposta segna il passaggio decisivo dal piano ideale a quello operativo, fissando per la prima volta importi per fasce di età e condizione. Si va da 500 – 700 euro dai 18 ai 55 anni; 800 – 1.000 euro dai 55 anni e per soggetti fragili, un bonus figli scaglionato e vincolato alla frequenza scolastica”, spiegano da RED nel corso della conferenza. Ma non solo. Viene definita anche la platea dei potenziali percettori: “Nel nostro progetto non c’è la possibilità di fare domanda, deve essere lo Stato a cercare chi ne ha bisogno. In primissima istanza abbiamo calcolato almeno 3 milioni di persone che devono ricevere il reddito di base, ovvero chi si trova in povertà assoluta. Poi la misura andrebbe estesa verso chi si trova in una condizione di povertà relativa, fino al ceto medio e, potenzialmente, in base a coperture e scelte politiche, a tutta la popolazione”. Un progetto ambizioso per il quale servirebbe però “l’arco di una legislatura per raggiungere almeno il 50% di popolazione”.