Nell’immaginario comune (e nei ricordi dei telespettatori di qualsiasi generazione) Ariston è sinonimo di Festival di Sanremo. Ma dietro al marchio c’è molta più storia da raccontare (e da difendere). Proprio la tutela del celebre brand è al centro di una recente ordinanza del Tribunale di Genova che, in una controversia sull’uso improprio della dicitura, ne ha ribadito il valore di «marchio rinomato» di esclusiva proprietà di Ariston S.r.l, la società di Sanremo proprietaria del celebre teatro ligure. Che, oltre a ospitare da decenni la storica rassegna musicale, si è sempre contraddistinto per essere un’istituzione culturale a 360 gradi nel settore dell’intrattenimento.
La vicenda legale
L’input alla disputa legale arriva da una scelta poco prudente. Nella primavera del 2025 erano stati diffusi numerosi lanci promozionali riguardanti la nascita - proprio a Sanremo - di una radio con un nome decisamente singolare, Radio Ariston. Non si trattava, in realtà, di un’emittente nuova di zecca: nata come Radio 88, era stata acquistata da un editore siciliano che, proprio nel 2025, aveva avviato un’operazione di rebranding che partisse proprio da un nuovo nome. A nulla è servita la ricerca di dialogo della società titolare del marchio - l’Ariston Srl - con il proprietario della radio: il socio di riferimento, infatti, invitava l’editore a non lanciare l’emittente in quei termini e ad evitare di utilizzare il marchio Ariston impropriamente, anche come leva per qualsiasi tipo di investimento.







