Venticinque anni fa, il 16 settembre 2000, la tv italiana cambiava per sempre. La prima edizione del “Grande Fratello” entrava nelle case degli italiani e trasformava dieci ragazzi sconosciuti in personaggi famosi, con picchi di ascolto da 16 milioni di spettatori: fu la prima trasmissione a battere Sanremo. Erano altri tempi (niente smartphone, niente social, la lira ancora in tasca) e quell’esperimento televisivo è diventato un pezzo di costume. Oggi, a un quarto di secolo di distanza, Lorenzo Battistello, cuoco veneto nato a Marostica e cresciuto a Breganze, in provincia di Vicenza, ricorda quell’esperienza che lo ha reso uno dei volti simbolo della prima Casa di Cinecittà.
Lorenzo Battistello, del primo Grande Fratello: «Abbiamo ancora la nostra chat di gruppo. Daria Bignardi? Con me arrossiva, forse le piacevo»
Il cuoco vicentino ricorda i 25 anni dalla messa in onda della prima puntata. «Sono entrato nella casa per combattere gli stereotipi veneti: nemmeno la Gialappa riuscì a cucirmi addosso un personaggio. Le nostre carriere? Nessuno seppe guidarci»







