Ripubblichiamo l’articolo comparso su Repubblica il 15 settembre 2000
ROMA. Telecarcere è partito. Alle 22.45 di ieri sera i dieci concorrenti del Grande Fratello, il gioco-fiction-real-show di Canale 5, sono entrati nella casa che li ospiterà fino alla vigilia di Natale, si sono chiusi le porte alle spalle e hanno aperto se stessi, le loro vite sospese, davanti a trenta telecamere accese in continuazione e ad alcuni milioni di occhi che li scruteranno - volendo - anche giorno e notte.
Dopo una lunghissima, lenta serata di presentazione dei concorrenti, tra interviste a parenti e amici, autodescrizioni, papà commossi fino alle lacrime, mamme orgogliose, l'arrivo dei dieci volontari e gli ultimi abbracci ai parenti accorsi a Cinecittà - sede della Casa - ha segnato davvero il via alle operazioni. A quest'ora i dieci reclusi per gioco, ma reclusi davvero, hanno già dormito una notte nella Casa che li ospiterà per cento giorni. La scena top per famiglie e spiriti teneri è stato l'ultimo abbraccio fra il pizzaiolo Salvatore e la sua bimbetta di quindici mesi, prima di dividersi per un periodo tutto da definire (il primo concorrente eliminato tornerà in libertà tra quindici giorni).
Gli elementi del gioco acchiappacuriosi sono lì, scopertissimi, pronti a suscitare diatribe o magari invece affratellamenti commoventi: c'è anche - peculiarità del Brother italiano - una bella contrapposizione politica, con Francesca, estetista, che è stata candidata di Rifondazione Comunista in Puglia, a Galatina (32 voti ottenuti) e il vicentino Lorenzo, che crede in Dio, patria e famiglia e nella sua famiglia sono tutti impegnati con Alleanza Nazionale.






