Parigi, Francia – Il nuovo primo ministro di Francia Sébastien Lecornu non ha avuto una partenza facile. Lecornu è stato nominato dal presidente Emmanuel Macron dopo la caduta, avvenuta il 10 settembre, del governo guidato da François Bayrou a causa della sfiducia parlamentare. Le ragioni che (già) minacciano Lecornu e che rischiano di mettere fine al suo premierato in tempi record sono sostanzialmente economiche e legate all’imminente discussione della legge di bilancio in Parlamento. Ma tutto ciò non sorprende, in una Francia che alcuni esperti accusano di “italianizzazione”. Una crisi politica lunga più di un anno e una crisi economica che non accenna a migliorare: questo è il clima in cui si è insediato il nuovo premier francese e che ne mette in pericolo anche il futuro.Crisi politica e crisi economica: una Francia che si “italianizza”Sette primi ministri in otto anni e uno dei debiti più alti dell’eurozona segnano la cosiddetta “italianizzazione” della Francia, ossia un periodo di instabilità politica ed economica. Il paese ha visto, in particolare durante il secondo mandato del presidente Macron, un acuirsi della crisi politica: il presidente ha recentemente battuto il record del capo di stato con più primi ministri in un solo mandato. Il neo premier, Sébastien Lecornu, è infatti il quinto dalla riconferma di Macron all'Eliseo nel 2022 e il terzo in appena più di un anno, dallo scioglimento del Parlamento nell’estate del 2024.Dei quattro primi ministri che hanno preceduto Lecornu, tre hanno visto il loro governo cadere a causa della legge di bilancio, lo stesso momento politico che già minaccia anche il neo premier.Lo scoglio (sempre più insormontabile) della legge di bilancioMa perché l’approvazione della legge di bilancio è un momento così complicato in Francia? Le ragioni sono molteplici. Tra le tante rientra sicuramente il fatto che il momento dell’approvazione del cosiddetto budget sia un terreno di scontro tra il centro, la destra e la sinistra francese. Negli ultimi anni però, il momento è diventato particolarmente complicato anche a causa della situazione economica della Francia, che non gode di ottima salute. Secondo Eurostat, tra il 2014 e il 2024 il rapporto tra debito e Prodotto interno lordo (PIL) è passato dal 97 al 113%. È quasi raddoppiato rispetto all'inizio degli anni 2000 e costituisce ora il terzo debito più alto dell’eurozona, dopo quello della Grecia (in testa con il 152,5%) e dell’Italia (137,9 %). Nel 2024, il deficit fiscale ha raggiunto il 5,8% superando ampiamente il limite di sforamento del 3% fissato dall’Unione Europea.Con questo quadro finanziario, i primi ministri macronisti sono saliti al governo consapevoli di avere una responsabilità importante: la diminuzione del deficit francese. L’ex premier Bayrou aveva infatti previsto uno “sforzo di tutti i francesi” di 43,8 miliardi di euro, per ridurre il deficit del 2026 al 4,6 %. Ora la stessa impresa toccherà al premier Lecornu, minacciato dal Partito socialista di sfiducia nel caso in cui non sia pronto a ritrattare su due temi economici fondamentali: la riforma del sistema pensionistico e la tassazione dei più ricchi.Una Francia dagli investimenti rischiosi?“Siamo davanti ad un cocktail che è abbastanza negativo per la prosperità della Francia”, dice Christian Gollier, direttore della Toulouse School of Economics. Per l’economista, l’incertezza politica (insieme ad altri tipi di instabilità definiti “perenni”, legati cioè a contesti climatici e geopolitici) ha delle cause concrete sull’economia del Paese. La dimostrazione risiede negli investimenti (soprattutto stranieri), che sono in calo, come mostrato da uno studio di France Inter. “L’incertezza è un'origine importante di prudenza delle aziende”, aggiunge Gollier. “Le aziende smettono di investire quando non sono sicure del contesto economico in cui questi investimenti potranno prosperare”.Tra i settori toccati, anche quello dell’intelligenza artificiale, particolarmente caro al presidente francese. La Francia è già in effetti il paese europeo in cui si concentrano la maggior parte degli investimenti nell’IA e nel marzo scorso Macron aveva annunciato che un gruppo di investitori privati francesi e stranieri aveva promesso di investire 109 miliardi di euro nel settore dell’IA nel paese. Bisogna inoltre ricordare che è francese la startup Mistral AI, che sembra possa diventare la concorrente europea della Cina e degli Stati Uniti, leader indiscussi nel campo dell’intelligenza artificiale.Il 13 settembre, sei giorni dopo la caduta del governo, l’agenzia Fitch (agenzia internazionale di valutazione del credito e rating) ha abbassato il rating della Francia da AA- a A+. “Tutto ciò è molto negativo perché fa aumentare i tassi d’interesse in Francia e questi si ripercuotono direttamente sulle aziende”, spiega Gollier.Quale futuro per il governo dei francesiIn un clima politico ed economico così instabile, Bayrou aveva più volte posto l’attenzione sui giovani, l’ultima volta al Parlamento nel giorno della sua sfiducia. “Abbiamo rotto il contratto sociale con le prossime generazioni, li stiamo gettando nella schiavitù a causa del nostro debito”, aveva dichiarato. “I giovani non vedono un futuro, è intollerabile dal punto di vista civico e morale. La popolazione più anziana deve prendere sulle proprie spalle la responsabilità nei confronti dei giovani”.L’economista Christian Gollier è meno disfattista dell’ex premier, ma non nasconde la preoccupazione. Per Gollier la miglior risposta alle domande dei giovani, inquieti del loro futuro, è che “l’impatto sui giovani dipenderà dalla prosperità della Francia”. In pratica, se la Francia continuerà a essere prospera e “a registrare una crescita del 2% all'anno, il debito, anche se rimarrà costante in euro, diminuirà in percentuale rispetto al reddito delle generazioni future”. Quindi, se tutto dovesse andare in questa direzione, secondo Gollier non sarà così difficile per le generazioni future rimborsare il debito francese. D’altra parte, però, “se i nostri figli e nipoti sono meno ricchi di noi, non saranno solo meno ricchi ma, in più, noi ricchi avremo trasmesso loro un fardello che sarà problematico”, aggiunge.Tassare i ricchi: la condizione sine qua non?Il Partito socialista francese è stato chiaro in merito: la revisione della celebre riforma del sistema pensionistico e la tassa Zucman sono i temi che decideranno o no della sfiducia di Sébastien Lecornu. Il neopremier, che ha bisogno del sostegno dei socialisti per governare, già nel suo brevissimo discorso di insediamento ha parlato di “rotture, non solo sulla forma ma anche sul contenuto”. Oggi ci si chiede quindi se queste rotture con i suoi predecessori saranno in particolare sui due temi faro dei socialisti.Al di là della riforma del sistema pensionistico, tema dibattuto da anni in Francia, l’attenzione è ora rivolta alla taxe Zucman, un'imposta minima del 2% sui patrimoni superiori a 100 milioni di euro, che porta il nome dell'economista francese che la difende. La tassa rientra nell’idea, portata avanti dalla sinistra francese, di tassare i grandi patrimoni per ridurre il deficit del paese, ed è da sempre criticata dai partiti centristi. Tra le varie accuse che i macronisti fanno alla proposta, quella di far fuggire i miliardari e le aziende all’estero.“In effetti, il capitale è super mobile”, dichiara Gollier. “Non è un problema della tassa Zucman in particolare, ma di ogni tipo di tassazione indirizzata alle aziende o ai grandi patrimoni, perché non è attrattiva per gli investimenti stranieri. È molto semplice in realtà”, dice l’economista. “Le aziende e le startup non vanno là dove sono più tassate, quindi, nel caso di ulteriori tassazioni ai grandi patrimoni, il rischio dello spostamento di capitali verso altri paesi c’è". Aggiunge: “La Zucman è un tipo di tassazione che ha senso se applicata anche al di fuori del Paese, a livello globale”. D’altra parte Gollier riconosce i benefici di questa tassa che mira, in qualche modo, a ridurre le disuguaglianze sociali, in una Francia in cui la forbice tra ricchi e poveri è in rialzo dagli anni Novanta.
Con l'instabilità politica, è a rischio il sogno di Macron di un'intelligenza artificiale a guida francese?
Sébastien Lecornu è stato nominato settimo primo ministro di Emmanuel Macron. In una Francia segnata dalla crisi politica, gli investimenti (anche nel campo dell’IA) ne risentono e nel paese si dibatte del futuro dei giovani






