di
Walter Veltroni
Il format del 1975 trasformato in un programma senza polvere:
resta il fascino di una giostra, un gioco senza ansia per la famiglia
Che strano paese siamo. Strano e divertente. Nel nostro Dna, fin dai tempi di Romolo e Remo e poi dei guelfi e dei ghibellini, sta il gusto della competizione bipolare, del convinto tifo e della convinta adesione ai meriti, al talento e al destino di due parti in conflitto, non importa neanche che la contrapposizione sia vera o inventata. Così è stato per Bartali e Coppi, per Mazzola e Rivera, per Benvenuti e Mazzinghi, per Morandi o Pavone o per Fellini o Visconti. Ora la nuova sfida è tra due programmi televisivi, «Affari tuoi» e «La ruota della fortuna» che, per effetto delle complesse scelte dei Von Clausewitz dei palinsesti, si trovano per la prima volta uno di fronte all’altro nella fascia di ascolto denominata access prime time.









