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Alessandra Muglia

Il sindaco anti-Orbán Gergely Karácsony: «L'interesse ungherese e anche quello europeo è quello di avere un'Ucraina forte e indipendente tra noi e la Russia»

DALLA NOSTRA INVIATABUDAPEST - «Siamo qui per fare in modo che Budapest non sia legata solo alla distruzione della democrazia ma anche alla sua rinascita». Il sindaco anti Orbán, Gergely Karácsony, è uno che ama sorprendere e ribaltare la prospettiva.

Nel fare gli onori di casa al «Forum sulle democrazie sostenibili», si è confermato un modello di resistenza «creativa» contro i regimi illiberali: nel 2019 prima ha strappato Budapest a Fidesz introducendo le primarie per la prima volta in Ungheria; poi ha promosso il Patto delle città libere del gruppo di Visegrád, guidando la rivolta dei sindaci contro i nuovi autocrati del vecchio Patto di Varsavia; nel 2021 ha resistito (con successo) all’ok dato da Orbán alla Cina per costruire una università nella capitale, intitolando le vie limitrofe a Hong Kong, agli uiguri o al Dalai Lama; lo scorso giugno ha trovato una scappatoia legale per consentire al Pride di procedere nonostante il divieto di Orbán.