A L'aria che tira su La7 sfilano "i professori". Intesi non come i ministri del famoso (o famigerato) governo di Mario Monti, ma gli intellettuali di ultra sinistra saliti alla ribalta durante la pandemia Covid o l'invasione russa dell'Ucraina. Giovedì in collegamento con David Parenzo c'è lo storico Angelo D'Orsi, che si dice letteralmente "turbato" da Giorgia Meloni e dal centrodestra.

"Non è detto che chi sta al governo aumenti i consensi, anzi spesso è vero l'opposto - riconosce -. Però è anche vero che tutta questa esposizione fantasmagorica dei big di governo che vanno lì per la campagna di un presidente di regione è un elemento che mi turba dal punto di vista del funzionamento del sistema democratico", spiega riguardo al comizio ad Ancona della premier e degli altri leader della coalizione Matteo Salvini e Antonio Tajani a fianco del governatore uscente delle Marche e ricandidato Francesco Acquaroli.

L'ARIA CHE TIRA, RISSA BOMPIANI-PARENZO: "E LO DICE OGGI?"

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"Si è sempre fatto", contestano Parenzo e alcuni ospiti in studio, con D'Orsi che balbetta: "Sì, è vero, si è sempre fatto, però... Dire che 'siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto'. E allora dovremmo soffermarci: che cosa ha fatto questo governo? Questo sarebbe interessante, anche solo dal punto di vista della politica interna, della politica industriale. I dati economici ci raccontano l'esatto opposto, noi abbiamo una situazione che è tutt'altro che rosea e che non è affatto migliorata. Il problema è che la propaganda governativa ce la presenta in maniera rovesciata. I nostri governanti sono specializzati nel rovescismo, nel rovesciare i dati di realtà. Questo è un elemento di fondo che vale per la politica internazionale, nazionale e locale".