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Lunedì è iniziato in Francia il processo contro tre donne accusate di essersi unite volontariamente all’organizzazione terroristica dello Stato Islamico (ISIS) in Siria tra il 2014 e il 2017 e legate in vario modo a Fabien e Jean-Michel Clain, due fratelli che furono importanti propagandisti dell’ISIS e che furono presumibilmente uccisi in Siria nel 2019. Fra le altre cose, i fratelli Clain registrarono il messaggio di rivendicazione degli attentati compiuti a Parigi il 13 novembre del 2015, fra cui quello al Bataclan.
Il processo, che durerà fino al 26 settembre, è stato raccontato in questi giorni dai giornali francesi non solo perché riguarda persone in qualche modo legate al peggior attentato avvenuto in Francia, ma anche perché la storia delle imputate è molto simile a quella di altre famiglie che aderirono all’ISIS: persone nate in Europa che circa vent’anni fa iniziarono a convertirsi a un Islam molto radicale, e che intorno al 2014 decisero di andare a vivere in Siria dopo l’istituzione del califfato dello Stato Islamico, caduto nel 2019. Proprio per sottolineare questo aspetto, il quotidiano Le Monde ha definito la loro una storia di «jihadismo ordinario».









