La Renault Mégane monterà batteria LFP in modo da rendere il modello più competitivo e lo stesso avverrà per altri modelli della casa francese. Lo ha dichiarato ad Automotive News il nuovo presidente e ceo François Provost insieme al responsabile del brand Renault, Fabrice Cambolive, confermando quanto già anticipato nei mesi scorsi da altri esponenti della Régie.

La Mégane si appresta infatti ad affrontare il restyling della sua seconda vita, quella iniziata allorquando è passata in un colpo solo dai motori a combustione interna – con l’eccezione di una versione ibrida plug-in riservata alla variante station wagon – all’elettrico puro. Al momento ci sono due batterie disponibili: una da 60 kWh con motore da 125 kW per 430 km di autonomia e una da 160 kW con batteria da 87 kWh per 625 km di autonomia, entrambe con celle NMC (Nickel-Manganese-Cobalto).

«Dobbiamo stare incollati ai nostri migliori concorrenti» ha detto Provost riferendosi ovviamente ai cinesi che da tempo fanno un utilizzo molto ampio delle batterie con celle LFP (Litio-Ferro-Fosfato) in virtù del loro costo inferiore a fronte di minori prestazioni in termini di densità di energia (circa il 30% in meno), bilanciate però da altre caratteristiche importanti come la maggiore sicurezza in caso d’invendio, la maggiore durata ai cicli di scarica e di ricarica e la loro migliore riciclabilità.