di
Rinaldo Frignani
Il livello della scorta ai due vice è stato alzato nella giornata di oggi, anche in conseguenza dei post minacciosi giunti a esponenti del governo dopo l'omicidio di Charlie Kirk: a confermarlo è stato il ministro degli Esteri
È scattato giovedì il rafforzamento delle scorte e del livello di tutela personale per i due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, rispettivamente anche ministri dei Trasporti e delle Infrastrutture, e degli Esteri. Il dispositivo è entrato subito in azione dopo che era stato annunciato nei giorni scorsi dal responsabile del Viminale Matteo Piantedosi in seguito a un inasprimento delle tensioni internazionali ma soprattutto del clima interno, in particolare successivamente all’omicidio negli Stati Uniti dell’influencer Charlie Kirk vicino al presidente Donald Trump con i messaggi antagonisti comparsi sui social subito dopo in cui si esultava nei confronti della sua morte, mettendola anche in relazione ad alcuni esponenti del governo italiano. «Oggi è stato innalzato il livello di scorta al presidente del Consiglio, al vicepresidente Salvini e a me. Il clima non è certo dei migliori e invito tutti ad abbassare i toni», ha detto nel pomeriggio di giovedì il ministro Tajani, anche se poi è stato spiegato che il livello di sicurezza per Giorgia Meloni è già al massimo.










