Dopo aver raggiunto la soglia dei 500 milioni di dollari a metà giugno, il VanEck Uranium and Nuclear Technologies Ucits Etf, gestito da VanEck, ha ora raggiunto un volume di un miliardo di dollari, triplicando il patrimonio in gestione in soli tre mesi. Il VanEck Uranium and Nuclear Technologies Ucits Etf, si legge in una nota, ha l'obiettivo di investire solo in azioni di società che generano una parte significativa dei propri ricavi con l'uranio o che sono attive nelle infrastrutture nucleari e nello sviluppo di tecnologie nucleari. Tra queste possono esserci società che operano nella costruzione o manutenzione di centrali nucleari, o che forniscono tecnologie e servizi all’industria nucleare. Possono essere incluse anche aziende impegnate nello sviluppo e nella commercializzazione di reattori a fusione nucleare o a sali fusi. L’ETF replica l’indice MarketVector Global Uranium and Nuclear Energy Infrastructure, che riflette la performance delle società più grandi e liquide attive nell’estrazione di uranio e nelle infrastrutture nucleari. «I governi di tutto il mondo stanno riportando l’energia nucleare al centro dell’attenzione», spiega Martijn Rozemuller, ceo di VanEck Europe. «Vogliono così contribuire alla decarbonizzazione della produzione di energia elettrica e promuovere la sicurezza energetica. L’energia nucleare sta inoltre giocando un ruolo sempre più importante nella crescita dell’intelligenza artificiale. Il nuovo vento politico favorevole si riflette nei corsi azionari delle società attive nel settore nucleare, il che si traduce anche nella forte crescita del nostro Etf».