Se ne parla meno che in passato, ma non è detto che sia un male. A novembre gli asset gestiti dagli Etf con impronta Esg hanno raggiunto quota 799,35 miliardi di dollari a livello globale, con flussi netti (vale a dire la differenza tra nuove sottoscrizioni e riscatti) nei primi undici mesi del 2025 nell’ordine di 48,77 miliardi. È quanto emerge dall’ultima rilevazione della società di ricerca Etfgi, che attesta come l’interesse degli investitori – piccoli e grandi – verso soluzioni attente alle tematiche ambientali, sociali e di governance continui a crescere sebbene il tema non sia più in cima all’agenda della comunicazione e nonostante i venti contrari che arrivano soprattutto dagli Stati Uniti.

Numeri da record

A fine novembre, le masse gestite dai fondi passivi orientati alla sostenibilità risultavano in crescita di un quarto rispetto al 31 dicembre 2024, complici anche le buone performance di mercato. Quanto alle società di gestione, iShares guida con 269,01 miliardi di asset, seguita da Amundi Etf con 108,84 miliardi e Ubs Etf con 55,59 miliardi. Insieme, questi tre giganti controllano il 54,2% del mercato totale, mentre gli altri 259 provider si dividono il resto delle quote. Questa concentrazione riflette la maturità del settore, nato con il primo Etf Esg nel 2002, che oggi attrae sia investitori istituzionali che retail grazie a prodotti sofisticati e trasparenti.