RicoveriDal 31 agosto non è più consentito utilizzare presidi medico-chirurgici per la disinfezione della cute integra prima di un intervento in sala operatoriadi Massimo Sartelli*18 settembre 20253' di letturaI punti chiaveC’è scarsa disponibilità di farmaci autorizzati per l’antisepsiPosition paper Simpios per professionisti e aziende sanitarieRafforzare la cultura della prevenzione3' di letturaDal 31 agosto è cambiata la normativa nazionale sull’uso dei disinfettanti negli ospedali italiani e non è più consentito utilizzare presidi medico-chirurgici per la disinfezione della cute integra prima di una procedura sanitaria, ad esempio prima di un intervento chirurgico o di un accesso vascolare. L’antisepsi cutanea dovrà ora basarsi esclusivamente su specialità medicinali, cioè farmaci specificamente autorizzati per uso medico.Una scelta che rafforza la sicurezza dei pazienti: tracciabilità e controlli più rigorosi sui prodotti per l’antisepsi consolidano uno dei pilastri della prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza (ICA), che in Italia colpiscono fino all’8% dei pazienti ricoverati, con conseguenze rilevanti per la salute pubblica e per la spesa sanitaria. Un terzo dei casi è causato da batteri multi-resistenti, che rendono ancor più complessa la gestione clinica e aumentano il rischio di mortalità.C’è scarsa disponibilità di farmaci autorizzati per l’antisepsiLa Giornata mondiale della sepsi – una delle complicanze più temibili delle infezioni contratte in ospedale – è stata l’occasione per accendere i riflettori su opportunità e sfide della nuova normativa. Se da un lato il decreto innalza gli standard di sicurezza per i pazienti, dall’altro si scontra con la ridotta disponibilità di farmaci autorizzati per l’antisepsi, in particolare delle soluzioni alcoliche di clorexidina al 2%, considerate il gold standard. Il rischio, nell’immediato, potrebbe essere la mancata applicazione della normativa, il ricorso all’importazione di prodotti da Paesi extraeuropei o l’uso di preparati galenici realizzati con scarsa rigorosità, meno affidabili sul piano della sicurezza e della qualità, con conseguenze sulla salute dei pazienti e implicazioni non trascurabili sul piano della responsabilità sanitaria.In questo contesto, l’informazione e la formazione giocano un ruolo decisivo. Le Aziende sanitarie devono tener conto delle nuove regole in fase di approvvigionamento e ai fini dell’aggiornamento dei protocolli operativi aziendali. I professionisti sanitari, dal canto loro, sono chiamati ad aderire scrupolosamente alla normativa e alle procedure aggiornate, per garantire la qualità delle cure e tutelarsi dal rischio di responsabilità legale in caso di contenzioso.Position paper Simpios per professionisti e aziende sanitariePer supportare le strutture sanitarie e i professionisti, la Società Italiana Multidisciplinare per la Prevenzione delle Infezioni nelle Organizzazioni Sanitarie (SIMPIOS) ha elaborato un position paper con le raccomandazioni sugli antisettici da utilizzare nei tre principali setting clinici: il cateterismo venoso periferico e il cateterismo venoso centrale, cioè tutte quelle procedure che prevedono l’inserimento di cateteri nel circolo ematico per finalità diagnostiche, terapeutiche o di monitoraggio emodinamico nei pazienti critici, e la preparazione del sito chirurgico. Le indicazioni seguono un approccio rigoroso, basato sulle evidenze scientifiche, per evitare che le attività connesse all’antisepsi della cute prima di un trattamento medico siano soggette al rischio di discrezionalità.
Disinfettanti: solo specialità medicinali per l’antisepsi ma c’è scarsa disponibilità
Dal 31 agosto non è più consentito utilizzare presidi medico-chirurgici per la disinfezione della cute integra prima di un intervento in sala operatoria








