di
Beba Marsano
In Valdelsa c'è un comprensorio poco noto, ma ricco di curiosità, dall'orcio per i ghiri, alla Madonna della suora-pittrice fino a un fossile di balena
Una Gerusalemme in terracotta nel fitto di una selva. Un museo con stravaganze zoologiche. E una collezione di libri rari in un hotel che occupa un intero abitato. Tutto a Montaione, 3.451 anime in un tappeto di colli srotolato nella Valdelsa fiorentina, buen retiro - per la cronaca - dell’ex ct della Nazionale Luciano Spalletti. Meta fuori rotta, meglio identificata con la frazione di Castelfalfi: pugno di case antiche con rocca medievale, destinato a restare borgo fantasma se nel 2006 il colosso tedesco Tui non l’avesse convertito in albergo diffuso. Oggi è in mano al magnate indiano della chimica Sri Prakash Lohia, uomo colto e schivo, appassionato bibliofilo, mecenate, filantropo e - in questo caso - regista di una magnifica metamorfosi, che ha neutralizzato il pragmatismo teutonico inoculando in ogni angolo del resort morbidezze dalla raffinatezza tutta orientale, facendone un tempio di eleganze rilassate.
Dai volumi preziosi all'iconico gazebo di pietraTocco di stile, nel corpo principale, le bacheche con preziosi esemplari della sua raccolta di volumi illustrati (XVI-XX sec.) - tra le più importanti al mondo - digitalizzata e messa in rete a uso pubblico. Titoli? Di tutto un po’: cristianesimo e islam, teatro e viaggi, architettura e tanta botanica. Tema familiare in questa contrada dall’anima agricola, patria di quell’Antonio Biondi che a fine Ottocento finanziò la spedizione in Cina alla ricerca di nuove specie, poi piantate nell'amato giardino dove ora un gazebo di pietra segna il punto più romantico, panoramico e fotografato dell’intera vallata (è il reparto Heritage di Castelfalfi a ricostruirne il patrimonio storico-culturale per restituire al paesaggio la sua memoria).







