di
Andrea Pistore
Il telecronista Rai per atletica e Olimpiadi: «Rino Tommasi un maestro con la schiena dritta. Pizzul era come uno zio. Bolt il più forte di sempre. Fiona May? Non mi ha voluto parlare a lungo. Per Milano-Cortina nel 2026 ci sarò»
Atleta nelle gambe e nella voce, il telecronista Franco Bragagna di recente è stato al centro di un'istanza nata spontaneamente tra i suoi seguaci. Alla vigilia dei mondiali di atletica in corso a Tokyo, la decisione Rai di lasciarlo in ferie forzate (leggi smaltimento) e privare gli spettatori delle sue iconiche telecronache ha scatenato la reazione di alcuni «ultrà della voce», capaci di ideare una petizione (rimasta inascoltata) affinché la tv di Stato lo lasciasse lavorare. Morale? Gare dal divano di casa per il 66enne nato a Padova e cresciuto a Bolzano, con la parziale consolazione di un canale Youtube dove poter comunque godere dei suoi commenti sui risultati di giornata.
Franco Bragagna, dica la verità, è rimasto stupito anche lei da tanto affetto?«Sapevo di un fan club su Facebook ma della petizione non ne avevo idea. Chiaro che intimamente mi ha fatto quasi commuovere ma anche imbarazzato».







